venerdì 24 giugno 2016

Tutti: la (presunta) catastrofe della Brexit

Il giorno dopo la Brexit, i giornali on line hanno parole solo per la presunta catastrofe del referendum sull'uscita del Regno Unito dall'unione europea.
La palma spetta al corriere.it che ci fa la classifica delle peggiori cadute mondiali della borsa (e noi lettori, non si sa bene perché, dovremmo solidarizzare o almeno essere d'accordo con gli speculatori). E pazienza se gli altri casi sono state vere sciagure, come l'11 settembre o il terremoto di Fukushima.
Per il resto, tutta una serie di guai di diversa natura: perderemo Ryanair, il calcio, l'Erasmus, le vacanze studio e non si sa bene che altro.

L'unica magra consolazione è che per un giorno non si parla della passerella di Christo.

mercoledì 15 giugno 2016

Repubblica: D'alema vota Raggi

Il ballottaggio si avvicina e per repubblica.it vale anche il gioco sporco: mettere in home page un virgolettato di D'alema, personaggio piuttosto inviso sia a destra che a sinistra, disposto a votare la Raggi, per scatenare evidentemente un qualche effetto contrario.
Nell'articolo il virgolettato rimane, ma almeno si capisce che non c'è nessuna dichiarazione di D'alema. La smentita sarà inevitabile.

giovedì 9 giugno 2016

Repubblica: soccorso disperato a Renzi

I candidati renziani devono essere proprio spacciati al ballottaggio se repubblica.it è costretta a mettere in prima pagina uno studio di Ilvo Diamanti sulle presunte "fortissime" affinità tra lega e cinque stelle. Al di là di stracitate indagini demos e considerazioni varie ma non nuove, l'unica affinità, che non riguarda solo lega e cinque stelle ma è trasversale e ammonta almeno a un 60-70% di italiani, astensionisti compresi,  è l'obiettivo di affossare il ragazzo di Rignano e il suo esiziale governo.

mercoledì 8 giugno 2016

Corriere: Hillary nella storia in anticipo





Con un entusiasmo molto significativo, il corriere.it informa che Hillary Clinton ha ottenuto la nomination dei democratici per la casa bianca. In realtà i delegati conquistati finora sono al di sotto di qualche centinaio rispetto a quelli che garantirebberlo la nomination.
Il trucco è quello di conteggiare anche quelli invitati d'ufficio alla convention di Philadelphia: probabilmente voteranno per la Clinton, ma lo faranno solo a luglio. Ma questo sul corriere non lo troverete, troppo impegnato a incensare il suo candidato preferito.

martedì 7 giugno 2016

Corriere: i soprannomi alle candidate sindaco


Il corriere.it non ha preso bene i risultati elettorali delle comunali, in particolare, sembra, il successo dei 5 stelle. Tanto da indicare le candidate nel titolo attraverso dei soprannomi che nessuno aveva sentito prima.
E anche l'articolo di Gian Antonio Stella, che mette da parte i costi della politica che gli hanno dato notorietà, è tutto un elenco frivolo di note di colore e presunti peccati veniali. L'ex paludato foglio della borghesia italiana sembra aver incassato male il colpo.

venerdì 13 maggio 2016

Libero: pubblicità embedded

Come se libero non avesse già aspetti molto molesti riguardo ai contenuti, ecco l'ultima novità:
la pubblicità incorporata nell'articolo-intervista con lo stesso aspetto grafico.




Che poi, conoscendo il livello spazzatura di libero, per un attimo si può anche credere che avessero chiesto all'esperto di unioni civili se fosse intollerante al glutine!

mercoledì 13 aprile 2016

Corriere: fomentare l'opinione pubblica 2.0


Che i giornali on line pubblichino notizie raccontate ad arte per solleticare i bassi istinti dei lettori, che poi rovesciano odio nei commenti o nei social network, è cosa nota e non nuova.
E' successo anche ieri con il caso di Doina Matei e delle sue foto sorridenti pubblicate su facebook.
Il corriere.it, cronaca romana, ne dava notizia con un certo taglio adatto a suscitare indignazione: si noti solo "il delitto per la sua efferatezza" (si trattava invece di una lite nella metro affollata) e la chiusa "E Doina è già tornata a godersi la bellezza della vita".
Azione


La novità è che a un giorno di distanza, probabilmente a causa delle reazioni sui social network, la semilibertà è stata revocata. L'articolista, nell'edizione nazionale, entra direttamente nella testa del giudice: " il magistrato di Sorveglianza di Venezia, Vincenzo Semeraro, quando ha visto quel profilo Facebook con le sue foto in costume al Lido di Venezia, non ci ha pensato molto e ha concluso che no, la semilibertà va sospesa". Poco conta, come dovranno spiegare più avanti, che la misura sembra temporanea e probabilmente sarà annullata nei prossimi giorni (a meno che le foto su facebook non comincino a fare giurisprudenza, naturalmente). Il corriere incassa soddisfatto la disposizione: "«Il mondo senza cielo», nel quale è tornata ieri sera", in attesa della prossima puntata, con la prossima indignazione a orologeria.
Reazione

venerdì 25 marzo 2016

il messaggero: azionisti privati all'attacco



L'uscita del candidato sindaco del movimento 5 stelle a Roma Virginia Raggi sull'Acea è senz'altro criticabile. Ma l'articolo del messaggero sembra leggermente sopra i toni: divertendosi a contare si trovano due irresponsabile, due ignorante, tre inesperta e via così.
Sarà forse perché l'editore del messaggero è anche il maggiore azionista di Acea con circa il 15% ?


venerdì 8 gennaio 2016

Repubblica o Osservatore romano?

Magari il problema fosse solo "la celebrazione eucaristica della solennità della Befana" (in maiuscolo), velocemente corretto, ma non prima che fosse catturato a futura memoria.
Il testo anche emendato della news di Repubblica resta scritto in quel vaticanese che si parla solo nelle curie e forse nelle redazioni dei giornali compiacenti.


venerdì 20 novembre 2015

Corriere: mantenere alta tensione terroristica

A una settimana dagli attentati di Parigi, per la stampa on line italiana è difficile mantenere alta la tensione dei lettori sul terrorismo.
Siccome si è detto fino alla noia che i morti di Parigi contano più di quelli di Beirut, il corriere ha  assimilato il messaggio: l'hotel dove sono state sequestrate 170 persone "è dei francesi".

L'ansia della hot news ha colpito anche la ricerca della foto: la capitale del Mali diventa Ramako e la foto raffigura l'hotel molto da lontano, mentre in primo piano si vedono edifici cadenti e una strada sterrata.