lunedì 5 dicembre 2016

Repubblica: il coccodrillo di Renzi



All'alba del 5 dicembre, quando la tela è già calata su Renzi e il suo gioco d'azzardo, Sebastiano Messina per repubblica, alle 4:55, pubblica il suo compunto coccodrillo. Grande foto dell'incauto di Rignano che si allontana con un braccio sulla spalla della moglie, una scena sicuramente preparata. L'incipit è micidiale:"MAI NESSUN governo aveva fatto tante riforme in così poco tempo, poco più di mille giorni. Mai nessun premier, dal 1948 in poi, aveva fatto sfondare al suo partito il tetto del 40 per cento."
Forse la deriva di repubblica è cominciata quando ha accettato il lessico di definire riforma qualunque (brutta) legge. La narrazione di questo articolo è che qualunque cosa (ottima) che Renzi facesse, si faceva dei nemici che non avevano capito. "Certo, a Palazzo Chigi le luci rimanevano accese fino a tardi."  Ora le luci a palazzo Chigi si sono spente. I riflettori di repubblica si spegneranno tra poco. Pronti a illuminare ad arte il suo successore, ancora da nominare.

lunedì 24 ottobre 2016

Repubblica: uno spot per Renzi e referendum per interposto Fuksas

Lo stile "al vocativo" di Francesco Merlo è inconfondibile. Quello di Fuksas altrettanto. Per questo, l'intervista per l'inaugurazione della nuvola, una delle opere incompiute più datate e famose di Roma, almeno fino a sabato, non direbbe nulla che non sappiamo già. Eccetto un elogio, reiterato, all'uomo politico che avrebbe permesso il completamento dell'opera e alla dichiarazione di voto di Fuksas al referendum del 4 dicembre.

Repubblica: un clickbaiting esemplare






Se doveste spiegare cos'è il clickbaiting con un esempio, questo sarebbe perfetto.
Il titolo fa pensare che la vittoria calcistica dipenda dalla lettura del pizzino. Naturalmente non è così, anche se il video è comunque divertente (ci immaginiamo un collaboratore sottopagato che scandaglia la rete alla ricerca di video simili): dopo l'inevitabile pubblicità da 15 secondi, potrete vedere la destrezza del giocatore in maglia scura che, per scherzo, strappa il pizzino per un secondo all'avversario. Peccato che per Repubblica.it i lettori non meritino un titolo veritiero.

venerdì 21 ottobre 2016

Repubblica: sull'America Latina a destra come sempre

Che Repubblica abbia una sorprendente impostazione di destra quando racconta (poco) dell'America Latina, con il suo famigerato "esperto" Omero Ciai, è cosa risaputa.
Solo una segnalazione qundi per questo articolo. Che in Venezuela sia in corso una dura battaglia tra il governo e gran parte della sua popolazione da una parte, e una oligarchia di benestanti dall'altra, è noto. Che repubblica abbia deciso inopinatamente di stare dalla parte di quest'ultima è altrettanto noto. Che si usi la definizione "golpe istituzionale", nata per descrivere le destituzioni di presidenti di sinistra regolarmente eletti in Honduras, Paraguay e Brasile, per attaccare un presidente in carica regolarmente eletto, è cattivo giornalismo che ci aspetteremmo forse da Libero e Giornale.

martedì 18 ottobre 2016

Repubblica: Federica Angeli e le sue ardite inchieste


In Italia esiste una categoria di giornalisti più nota per essere sotto scorta causa minacce delle organizzazioni mafiose che per le loro inchieste. Il più famoso è certamente Roberto Saviano, ma a nel suo piccolo a Roma, o meglio a Ostia, c'è anche Federica Angeli.
Dopo le inchieste su mafia capitale ad Ostia, che le hanno causato le minacce e la scorta, la Angeli si è fatta notare per le sue opinioni, molto diffuse sui social, contro la giusta  cinque stelle di Roma.
Con una certa curiosità siamo andati a leggere l'inchiesta sulle frutterie "egiziane", fenomeno ben visibile a chi abita in città.
Il risultato, nonostante il richiamo a camorra e immigrati,  è piuttosto deludente. Le informazioni si basano soltanto sulle dichiarazioni di un affabile venditore. Per il resto nulla: che le associazioni mafiose siano la prima industria del paese è un dato purtroppo assodato e più volte si è verificato che i capitali messi da parte con operazioni criminali siano stati investiti in attività commerciali come alberghi e ristoranti, altro che frutterie. Il fatto che la frutta sia venduta a metà prezzo è evidentemente un dato che ha molta rilevanza per studenti, pensionati o disoccupati, e chi ha dato un'occhiata ha potuto vedere che la frutta non si presenta male, anche se il problema per l'autrice è che sia  esposta "per l’intera giornata ai fumi di scarico delle macchine che ingorgano via Gallia o viale delle Milizie".
Insomma dall'articolo sembra che la camorra si comporti da banca e franchisor insieme. L'unico problema sembra essere che i fruttivendoli lavorino fino a 18 ore e dormano in negozio: in questo caso invitiamo la solerte autrice a interessarsi al mondo della gig economy, della logistica, della grande distribuzione specie nei festivi e nell'agricoltura, dove voucher e nero imperversano. Anche se il padrone non è formalmente un camorrista vecchia maniera.

giovedì 29 settembre 2016

Repubblica: obiettivo fisso Raggi


Tempi difficili per il quotidiano di riferimento del governo. Il referendum non si può rimandare oltre il 4 dicembre e Renzi, in difficoltà su tutto il fronte, dall'Europa all'economia, comincia anche a straparlare di ponti sullo stretto. Per cercare di vincere il referendum unica possibilità è cercare di screditare gli esponenti del granitico fronte del no, a partire dal punto più debole: la giunta di Roma.
Le dimissioni di un funzionario del comune fanno partire un attacco a tutto campo: la metafora pugilistica (getta la spugna) è stata frettolosamente rimossa dal titolo in home page ma resta nell'articolo,  storia dell'ultimo mese della giunta corredato di termini sistemati ad hoc come orlo, pasticcio, disastrate, collasso, default.

giovedì 22 settembre 2016

Corriere e Repubblica: benvenuti nelle news a reti unificate


Se qualcuno ancora non crede alla classifica dei paesi rispetto alla libertà di stampa, in cui l'Italia combatte verso il fondo con Uzbekistan o Burkina Faso, provi a fare una normale comparazione tra i siti dei due quotidiani (non sportivi) di gran lunga più letti.
E' la sera di una giornata in cui i potentati economici e politici si leccano ancora le ferite per il sanguinoso, per i loro affari, no alle olimpiadi del 2024.
Ebbene, i titoli sono in fotocopia: commento amaro degli sconfitti Renzi e Malagò, stesso articolo di colore sul baciamano. Stesso articolo di colore sull'ex calciatore reietto Balotelli che gioca bene in Francia. E persino stessa pubblicità.

venerdì 24 giugno 2016

Tutti: la (presunta) catastrofe della Brexit

Il giorno dopo la Brexit, i giornali on line hanno parole solo per la presunta catastrofe del referendum sull'uscita del Regno Unito dall'unione europea.
La palma spetta al corriere.it che ci fa la classifica delle peggiori cadute mondiali della borsa (e noi lettori, non si sa bene perché, dovremmo solidarizzare o almeno essere d'accordo con gli speculatori). E pazienza se gli altri casi sono state vere sciagure, come l'11 settembre o il terremoto di Fukushima.
Per il resto, tutta una serie di guai di diversa natura: perderemo Ryanair, il calcio, l'Erasmus, le vacanze studio e non si sa bene che altro.

L'unica magra consolazione è che per un giorno non si parla della passerella di Christo.

mercoledì 15 giugno 2016

Repubblica: D'alema vota Raggi

Il ballottaggio si avvicina e per repubblica.it vale anche il gioco sporco: mettere in home page un virgolettato di D'alema, personaggio piuttosto inviso sia a destra che a sinistra, disposto a votare la Raggi, per scatenare evidentemente un qualche effetto contrario.
Nell'articolo il virgolettato rimane, ma almeno si capisce che non c'è nessuna dichiarazione di D'alema. La smentita sarà inevitabile.

giovedì 9 giugno 2016

Repubblica: soccorso disperato a Renzi

I candidati renziani devono essere proprio spacciati al ballottaggio se repubblica.it è costretta a mettere in prima pagina uno studio di Ilvo Diamanti sulle presunte "fortissime" affinità tra lega e cinque stelle. Al di là di stracitate indagini demos e considerazioni varie ma non nuove, l'unica affinità, che non riguarda solo lega e cinque stelle ma è trasversale e ammonta almeno a un 60-70% di italiani, astensionisti compresi,  è l'obiettivo di affossare il ragazzo di Rignano e il suo esiziale governo.