martedì 22 ottobre 2013

Corriere: consueto terrorismo aeronautico

Il terrorismo psicologico legato ai viaggi aerei è un genere giornalistico che la stampa online conosce benissimo e pratica alla bisogna.
In questo caso l'articolo del corriere.it si riferisce a una manovra che risale a giugno, senza conseguenze e la cui pericolosità è enfatizzata ad arte. Ed è divertente leggere gli unanimi commenti in cui i lettori hanno smascherato la tecnica.

mercoledì 11 settembre 2013

Corriere: un titolo a effetto (fuorviante) per una notizia a effetto






La notizia sarebbe già allettante di suo: una protagonista di cronaca nera (per chi se la ricorda), i rumeni cattivi, il cane feroce, i metodi discutibili della polizia, un servizio pubblico che non funziona .
Eppure il titolista si diverte a farci credere che la morte del cane sia una rappresaglia da parte di chi è stato morso.

giovedì 5 settembre 2013

Il fatto quotidiano: la prima analisi veritiera su Renzi








Che Renzi stia diventando veramente potente si vede anche dal fatto che nella melassa indistinta dell'adulazione acritica dei mesi scorsi (funzionale ad affossare il Bersani di turno) si comincia a vedere qualche commento più equilibrato. Che per ora è confinato nel blog di Marcello Barison, filosofo, ospitato sulla versione on line del fatto quotidiano. Ma siamo pronti a scommettere che, se davvero Matteo dovesse diventare il leader del Pd, i giornali gli presenteranno il salato conto.






mercoledì 31 luglio 2013

Corriere e Huffington Post: un De Gregori per ravvivare l'estate






La sentenza Berlusconi non arriva, e quindi cosa c'è di meglio che tirare fuori una intervista a De Gregori che parla malamente della sinistra o del Pd, come se le due cose fossero simili?
Curiosa la titolazione delle reazioni: per il corriere (che ha publicato l'intervista) i deputati Pd (renziani o no, non è chiaro) sono sprezzanti ("invecchiato male"), per Huffington Post (repubblica non può dare importanza allo scoop della concorrenza) sono imploranti ("caro maestro").
Noi saremmo per la prima interpretazione, per quanto De Gregori ami le sparate fin dai tempi del famoso "Chi ha paura di Giusva?".